Democrazia Partecipata

CHE COS’È LA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA O DIRETTA?

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Democrazia diretta:  una democrazia dal basso. La democrazia partecipativa è la strada  per rendere la democrazia compiuta. Democrazia partecipativa o diretta avviene quando i cittadini partecipano al governo della città per mezzo di percorsi di partecipazione e strumenti di decisione dal basso:

Democrazia Diretta

Assemblee ed incontri pubblici in cui contribuiscono con proposte e osservazioni alle scelte e alle decisioni dell’amministrazione pubblica;  le proposte dei cittadini vengono raccolte mediante dibattiti pubblici dove vengono discusse e valutate le questioni importanti: per esempio,

  • la qualità della vita in città,

  • come migliorare la residenzialità,

  • la sanità,

  • i trasporti,

  • la questione del verde pubblico,

  • dell’acqua …

realizzazione di referendum abrogativo e deliberativo, delle primarie e altre forme di decisioni dal basso.

NON PIÙ  UNA DEMOCRAZIA  SOLAMENTE RAPPRESENTATIVA.

Siamo in balia di una pseudo-democrazia rappresentativa. Normalmente dovremmo essere impegnati a eleggere i nostri rappresentati nel parlamento, invece noi abbiamo il “porcellum” (così definito dallo stesso autore, CALDEROLI lega Nord, che definire Onorevole è abberrante) che impedisce di fatto il normale processo democratico pensato dai padri della nostra costituzione, perchè quelli che si dicono di rappresentarci sono nominati dai dirigenti di partito. A loro noi diamo carta bianca fino alla successiva elezione.  Questo spettacolo non solo determina il nostro vivere quotidiano ma anche le condizioni di esistenza delle future generazioni.

I protagonisti della nostra politica: NOI CITTADINI e non più solamente i parlamentari, assessori regionali, comunali o sindaci per poter amministrare il nostro paese, la nostra città e il nostro comune per il bene comune. Senza più delegare ma diventando parte attiva della POLIS.

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Il Parlamento italiano con la riforma Costituzionale del 2001 ci ha dato la possibilità di scegliere, equiparando la democrazia partecipativa/diretta a quella rappresentativa, introducendo il principio di sussidiarità.  A questo punto è solo questione di volontà e costanza.

In Alto Adige, cittadine e cittadini si sono battuti fin dal 1994 per acquisire il diritto di esercitare la loro sovranità non solo con la scelta del candidato al quale delegare la propria competenza e responsabilità ma anche in modo più diretto e concreto, con lo scopo di ottenere, con due proposte di iniziativa popolare, l’ampliamento degli strumenti di democrazia diretta nella regione, nella provincia e nei comuni.

(foto tratta dal sito: http://www.di rdemdi.org/)

Dopo anni di lotta, coinvolgendo i cittadini e le cittadine, in luglio 2007 sono riusciti ad ottenere il grande obiettivo del referendum propositivo e non solamente abrogativo: ossia la possibilità di decidere sul proprio futuro (cfr.www.dirdemdi.org/) .

La democrazia diretta: cittadini attivi nella ricerca di soluzioni migliori per le questioni di comune interesse,   decisioni sottoposte a discussione pubblica e una votazione dai risultati vincolanti,   senza più dare la delega alle persone elette ma diventandone collaboratori stretti.Si tratta di diritti nuovi che faranno maturare una nuova coscienza politica, la quale tenderà a delegare meno e responsabilizzarsi di più nella gestione della vita pubblica.

Per esempio, comitati di cittadini che sono riusciti ad usare per la prima volta lo strumento del referendum consultivo per chiedere l’introduzione nello statuto comunale degli strumenti del referendum propositivo, abrogativo e propositivo- abrogativo. CITTADINANZA ATTIVA!! Dobbiamo allora lamentarci meno  e  partecipare di più in varie forme:  al consiglio comunale,  alle campagne di pressione,   alla vita del quartiere,  nei referendum,  … Senza aspettare il nuovo dall’alto ma facendolo crescere dal basso col nostro impegno quotidiano.

Cominciamo col chiedere alle amministrazioni comunali di rispettare la volontà di partecipazione dei cittadini, introducendo nuovi strumenti di democrazia partecipativa e facilitandone l’utilizzo. Dobbiamo far capire a tutti che la partecipazione è il fondamento della democrazia. “La libertà è partecipazione” (Giorgio Gaber). È possibile influire sul processo decisionale dell’amministrazione!

Le esperienze di democrazia partecipativa sono ormai centinaia in Italia e migliaia nel mondo. In internet si possono trovare resoconti, documenti e informazioni a riguardo di queste esperienze:  www.dirdemdi.org/  www.comunivirtuosi.org    www.nuovomunicipio.org/   www.paolomichelotto.it/blog/   in inglese: www.democracy-international.org/   in tedesco: http://wissen.mehr-demokratie.de/

Inoltre sempre più istituzioni internazionali come l’Unione Europea o il Consiglio d’Europa promuovono processi di collaborazione tra enti pubblici e cittadini. Ai nostri “rappresentanti” a questo punto possiamo sempre dire: “ C’è lo chiede l’Europa” frase a loro tanto cara quando devono propinarci qualcosa di indigesto.

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Democrazia Diretta: http://www.paolomichelotto.it/blog/

La democrazia deve essere ciò che i cittadini vogliono che sia, ossia non più solamente una democrazia rappresentativa ma soprattutto partecipativa .

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